Frutta secca in allattamento

Pubblicazione 13 Mar 2020

Frutta secca in allattamento

frutta secca in allattamento

Durante la gravidanza e la successiva fase di allattamento nella donna avvengono degli evidenti e sostanziali cambiamenti fisiologici. Il latte materno rappresenta il nutrimento ideale per il neonato, tanto che l’OMS consiglia e incoraggia l’allattamento al seno come alimentazione esclusiva per i primi sei mesi di vita del bambino!
L’allattamento, inoltre, è una condizione caratterizzata da un aumento delle richieste nutrizionali energetiche molto superiori rispetto a quelle della gravidanza (per produrre un litro di latte sono necessarie circa 700kcal).
Di conseguenza una delle domande più frequenti che sorge spontanea in quasi tutte le neomamme che hanno la possibilità di scegliere la strada dell’allattamento al seno è: per il bene del mio bambino devo modificare radicalmente la mia alimentazione?
La risposta in linea di massima, salvo necessità fisiologiche o condizioni patologiche specifiche, è: no.

 
Durante la fase di allattamento basta seguire le linee guida per una sana alimentazione con qualche piccolo accorgimento in più:
_ Secondo i LARN una donna sana normopeso per i primi sei mesi di allattamento necessita di una supplementazione calorica di circa 330 kcal/die per produrre la quantità di latte necessaria per l’alimentazione del bambino;
_ Nel corso della gravidanza e dell’allattamento aumenta sensibilmente il fabbisogno di proteine, mentre rimane pressoché invariato quello di carboidrati e di grassi. È importante consumare fonti proteiche sia animali che vegetali, preferendo queste ultime e associandoci il consumo di pesce per l’apporto di DHA (acido docosaesaenoico, un omega-3 a catena lunga). Limitare il più possibile carni rosse ed insaccati. I LARN raccomandano un’aggiunta di 17-19 g di proteine /die nei primi 6 mesi e di 11-13 g di proteine die nei mesi successivi di allattamento;
_ È importantissimo rimanere idratate, per cui è necessario aumentare l’introduzione di liquidi fino a 2-3 litri fra acqua, estratti, centrifughe, latte, brodo, tisane, ecc. al giorno. I succhi di frutta confezionati sono spesso ricchi di zuccheri semplici, meglio limitarne il consumo;
_ È fondamentale avere una dieta varia e bilanciata, seguire uno stile di vita attivo (svolgere attività fisica in gravidanza e allattamento si può! Almeno 30 minuti al giorno), evitare di consumare bevande alcoliche, limitare il consumo di tè e caffè (2 tazzine al giorno) e non fumare;
_ Avere una dieta ricca di alimenti di origine vegetale come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, che apportano fibre e aiutano ad evitare la stipsi;
_ Gli alimenti che la madre consuma influiscono sul sapore del latte e può capitare che il bambino noti questi cambiamenti. Se si osservano delle variazioni meglio aggiustare la propria alimentazione in modo da eliminare gli alimenti non graditi.

 

E la frutta secca? Sì, si può consumare.

Non tostata e non salata, al naturale, una o due volte al giorno, 30g di frutta secca come spuntino o dopo i pasti principali fornisce numerosi nutrienti utili per sostenere la fase di allattamento: calorie, fibre, acidi grassi insaturi, proteine vegetali, ecc. Soprattutto per le neomamme che seguono un regime alimentare vegetariano o vegano che, insieme alla vitamina B12 assente negli alimenti vegetali, devono integrare anche ferro e zinco.

 

Per quanto riguarda la frutta disidratata?

Tenendo in considerazione che non sostituisce assolutamente quella fresca, anche in questo caso 2-4 pezzi o 30g al giorno possono essere un ottimo spuntino. Le prugne in particolare rappresentano una buona fonte di fibre.