Le prugne secche dell’Aquitania

Pubblicazione 27 Apr 2015

Le prugne secche dell’Aquitania

Le prugne secche dell’Aquitania

la “Toscana francese”

Scamperai agli incidenti se ogni mattina mangerai una prugna secca. E’ un detto giapponese. è vero, non è vero? Chi lo sa. è certo però che mangiare una prugna secca al giorno toglie il medico di torno

E lo sanno, evidentemente anche ad Agen, città dell’Aquitania, a sud della Francia, dove c’è un museo della prugna secca e il Gran Pruneau Show.

Tutti conoscono le prugne della California, ma sono riconosciute a livello mondiale anche quelle di Agen, che nel 2002 hanno ottenuto il marchio ufficiale dell’Unione Europea IGP (Indicazione Geografica Protetta). In realtà erano famose già da tempo, anche se prima la zona ricca di pruni era soprattutto quella di Quercy, più a nord.

Qui, nel 1.300 i monaci dell’abbazia di Clairac facevano essiccare al sole le susine ricavate dai pruni d’Ente (diversi dai normali pruni e provenienti forse dai semi portati dai Crociati dalla Siria).
Le piante erano delicate e avevano bisogno di cure, sole e acqua. Dopo il terribile inverno del 1709 che distrusse le coltivazioni, il primato di produttrice di prugne secche passò dunque ad Agen, area fertile bagnata dai fiumi Lot e Garonne. Infatti, proprio dal fiume Garonne partivano le navi cariche di prugne secche destinate ai porti europei.

Nel XIX secolo, le prugne secche di questa zona divennero subito una moda presso i marinai: erano buone, gustose e nutrienti visto che erano ricche di fibre e facili da conservare nella stiva della nave.
Il famoso dessert francese Far aux pruneaux, una specie di budino molto gustoso che non manca nel ricettario di tutte le massaie francesi, nasce proprio in questo periodo nella zona dell’Aquitania. E non solo: qui ad Agen vale la pena assaggiare l’ottima crema di prugne offerta come dessert nei ristoranti, gustare un aperitivo con una prugna secca avvolta da una fetta di pancetta, oppure comprare un’acquavite alle prugne o i cioccolatini da riportare come souvenir.

Tutta la zona della Lot-et-Garonne, chiamata così proprio perché bagnata dai due fiumi, è una Toscana francese dai dolci colli e dal buon cibo. La prugna secca non è l’unica specialità gastronomica da gustare: ci sono anche i formaggi, il tartufo, il foie gras

Per assaggiare queste prelibatezze vale la pena di fare un viaggio in Aquitania: anche perché è un luogo ideale per una piacevole villeggiatura, tra storia, cultura e natura. La Lot-et-Garonne è definita il paradiso del turismo verde: i due fiumi Lot e Garonne e gli altri numerosi corsi d’acqua rendono il territorio ricco e fertile. Tra vigneti e frutteti sorgono villaggi e castelli medioevali, e le città sono gioielli di architettura e vivibilità, con musei, chiese, grotte, mulini e panorami
dolcemente collinari. Ce n’è per tutti i gusti…