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Barberries (Barberis Vulgaris)

Barberries (Barberis Vulgaris)

Considerate da tempo rimedio omeopatico, queste bacche sono ricche di fibre.

Le nostre analisi nutrizionali hanno messo in evidenza che 100 g di barberries contengono:
–       12,8 g di fibre
Ingredienti: 99,9% barberries (Berberisvulgaris), olio di girasole.

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Ingredientibarberries (Berberisvulgaris) 99.9%, olio di girasole.
Peso250g
DICHIARAZIONE NUTRIZIONALEvalori medi per 100 g:
EnergiakJ 1368 / kcal 324
Grassi1.3 g
di cui acidi grassi saturi0.0 g
Carboidrati68.5 g
di cui zuccheri47.9 g
Fibre12.8 g
Proteine3.1 g
Sale0.02 g
OrigineIran
Fonteanalisi Euro Company
IndicazioniI consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
NutrientiFibre

Il barberry (Berberisvulgaris), conosciuto anche come crespino europeo, bacca itter, ambarbaris, è un arbusto della famiglia delle Berberidaceae, originario del centro e del sud Europa, nord Africa e dell’Asia occidentale, ma anche naturalizzato nel nord Europa, comprese le Isole Britanniche, la Scandinavia e il Nord America. Sebbene non naturalizzato, nelle zone rurali della Nuova Zelanda è stato ampiamente coltivato come siepe nelle aziende agricole. E’ coltivato per i suoi frutti, soprattutto in Iran, la cui produzione ammonta a più di 5000 tonnellate l’anno.

Il barberry è a foglia decidua, con robusti rami spinosi e cresce lentamente, fino a raggiungere un’altezza massima di 3 metri. La sua fitta ramificazione, con molte spine, lo rende un cespuglio tetro in inverno, tipicamente usato in film d’epoca o dipinti, mentre in autunno sfoggia un apprezzatissimo colore rosso.

La fioritura avviene tra maggio e giugno con piccoli fiori di colore giallo e forma a campana, questi hanno un aroma intenso, ma non troppo gradevole, e, da agosto fino ad ottobre, produce bacche rosse commestibili, ma fortemente acide, lunghe circa un centimetro.

Le sue lunghe spine rendono difficile la raccolta dei frutti e per questo in molte zone non viene consumato; gli uccelli al contrario se ne cibano facilmente e contribuiscono alla riproduzione di questa pianta, facendoli cadere sul terreno.

Il barberry in Italia si trova soprattutto nelle zone alpine e prealpine e cresce fino a 2500 metri di altezza, più genericamente nei pascoli e in terreni aridi.

In Europa, i barberries sono stati tradizionalmente utilizzati per produrre marmellate. Le bacche sono ricche di pectina, che aiuta la marmellata a rassodare durante il raffreddamento post cottura. Al giorno d’oggi sono utilizzati molto raramente.

Ampiamente diffusa è la Барбарис (barberry), una caramella russa realizzata con l’estratto delle bacche.

Nel sud-ovest asiatico, in particolare nell’Iran, le bacche vengono utilizzate anche nella preparazione di piatti, ad esempio nel riso pilaf o nei piatti a base di pollo. Sempre in Iran vengono commercializzati prodotti già pronti a base di barberry, come succhi, marmellate e rotoli alla frutta.

La provincia del Sud Khorasan, in Iran, è la principale area di produzione di barberries del mondo, i quali si trovano principalmente intorno al Birjand e al Qaen. Circa l’85% della produzione è in Qaen e il 15% in Birjand. Ci sono evidenze della coltivazione di barberry senza semi in Sud Khorasan risalenti a duecento anni fa.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Berberis_vulgaris 
http://en.wikipedia.org/wiki/Berberis_vulgaris 
http://umm.edu/health/medical/altmed/herb/barberry 
http://www.inerboristeria.com/berberis-vulgaris.html

Il nome della specie deriva dal greco Berberi, che significa Conchiglia, per via dei petali fatti a conca.
Storicamente da fusto, radice e corteccia del barberry veniva estratto un colorante giallo.
In Europa per molti secoli sono stati utilizzati i barberries per fini culinari in modi analoghi a come può essere utilizzata la scorza degli agrumi.
Purtroppo, la pianta del barberry è ospite di un fungo, il 
pucciniagraminis chiamato anche "ruggine del grano". Questo fungo si sviluppa inizialmente sul barberry e al termine della sua fase riproduttiva rilascia spore che, trasportate dal vento, aderiscono al grano, indebolendolo fortemente anche fino alla morte. I coltivatori di grano hanno insistito nel dare la colpa al barberry per la diffusione di questa infestazione fin dalla metà del diciassettesimo secolo, venendo però in questo osteggiati dai produttori di marmellate di barberry, i quali li accusavano di essere solo degli ignoranti superstiziosi. La vicenda proseguì fino a quando il micologo Heinrich Anton de Bary, nel 1866, ne provò scientificamente la “colpevolezza”.  Da quel momento in poi, nel mondo occidentale si è assistito a un declino del barberry come pianta coltivata, fino alla sua totale proibizione in molte aree.
L’uso officinale del barberry si data a più di 2500 anni fa. E’ stato utilizzato nella medicina popolare Indiana per trattare diarrea, ridurre febbre, aumentare l’appetito, mitigare alterazioni allo stomaco, promuovere il vigore così come un senso di benessere.

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Berberis_vulgaris 
http://en.wikipedia.org/wiki/Berberis_vulgaris 
http://umm.edu/health/medical/altmed/herb/barberry 
http://www.inerboristeria.com/berberis-vulgaris.html

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

Il barberry è da tempo un noto rimedio omeopatico.
Il barberry è sia una pianta guaritrice che una pianta velenosa. Tutte le componenti della pianta tranne i frutti e i semi, se ingerite, possono causare una leggera forma di intossicazione.
I frutti del Berberisvulgaris sono stati utilizzati nella medicina tradizionale austriaca come tè, gelatina o sciroppo per il trattamento di disturbi del tratto respiratorio, febbre, infezioni, raffreddore e influenza
1.
Oggi, il barberry è ampiamente usato per scopi medicinali in Iran, come tonico per la colecisti, dato che favorisce il flusso della bile ed inoltre riduce la formazione di calcoli biliari e combatte l’itterizia; e contro il bruciore di stomaco.

La berberina viene molto considerata in campo farmaceutico per le proprietà antimicrobiche ed antisecretive, nel trattamento di infezioni di vario genere, come le diarree batteriche e le infezioni recidivanti da Candida albicans, per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti ed ipoglicemiche2,3,4. Si cita anche la sua capacità di impedire la proliferazione dello staffilococco aureo5.
La berberina ha mostrato di inibire la crescita di batteri in provetta, e può aiutare il sistema immunitario a funzione meglio. L'estratto acquoso di barberry ha effetti benefici sia sul sistema cardiovascolare che neurale. Come tale, può essere utile nel trattamento di ipertensione e in alcuni casi di tachicardia
6.
Studi recenti suggeriscono che il barberry ha anche proprietà antiossidanti
7.
L’estratto di barberry può anche migliorare i sintomi di alcune malattie della pelle tra cui la psoriasi e l'acne. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati
8.

1 Vogl S, Picker P, Mihaly-Bison J, Fakhrudin N, Atanasov AG, HeissEH,Wawrosch C, Reznicek G, Dirsch VM, Saukel J, Kopp B. Ethnopharmacological in vitro studies on Austria's folk medicine - An unexploredlore in vitro anti-inflammatoryactivities of 71 Austriantraditionalherbaldrugs.
2 Berberine. AlternMedRev 2000. Apr;5(2):175-177.
3 Kaneda Y, Torii M, Tanaka T, et al. In vitro effects of berberinesulphate on the growth and structure of Entamoebahistolytica, Giardia lamblia and Trichomonas vaginalis. AnnTropMedParasitol. 1991 Aug;85(4):417-425.
4 Rabbani GH, Butler T, Knight J, et al. Randomizedcontrolled trial of berberinesulfate therapy for diarrhea due to enterotoxigenicEscherichia coli and Vibriocholerae. J InfectDis. 1987 May;155(5):979-984.
5 Sun D, Courtney HS, Beachey EH. Berberinesulfateblocksadherence of Streptococcuspyogenes to epithelialcells, fibronectin, and hexadecane. Antimicrob Agents Chemother. 1988;32:1370–1374.
6 Fatehi M, Saleh TM, Fatehi-Hassanabad Z, Farrokhfal K, Jafarzadeh M, Davodi S. A pharmacologicalstudy on Berberisvulgarisfruitextract. J Ethnopharmacol. 2005;102(1):46-52.
7 Tomosaka H. Antioxidant and cytoprotectivecompounds from Berberisvulgaris (barberry). Phytother Res. 2008;22(7):979-81.
8 Fouladi RF. Aqueousextract of driedfruit of Berberisvulgaris L. in acne vulgaris, a clinical trial. J DietSuppl. 2012;9(4):253-61.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Berberis_vulgaris 
http://en.wikipedia.org/wiki/Berberis_vulgaris 
http://umm.edu/health/medical/altmed/herb/barberry 
http://www.inerboristeria.com/berberis-vulgaris.html

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

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