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Mandorle Pelate Giganti Visualizza ingrandito
Mandorle Pelate Giganti

Mandorle Pelate Giganti

Fonte di Vitamina E che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo
100 g di mandorle pelate contengono (dati USDA):
–       1.027 mg di rame, pari al 103% del VNR (valore nutritivo di riferimento): che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;
–       1,835 mg di manganese, pari al 92% del VNR: contribuisce al normale metabolismo energetico;
–       23,75 mg di vitamina E, pari al 198% del VNR, che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stresso ossidativo.
Ingredienti: mandorle.

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IngredientiMandorle pelate giganti
Peso250g
DICHIARAZIONE NUTRIZIONALEvalori medi per 100 g:
EnergiakJ 2535 / kcal 613
Grassi52.5 g
di cui acidi grassi saturi4.0 g
Carboidrati8.8 g
di cui zuccheri4.6 g
Fibre9.9 g
Proteine21.4 g
Sale0.05 g
Rame1.027 mg (103% VNR)
Manganese1.835 mg (92% VNR)
Magnesio268 mg (71% VNR)
Vitamina E23.75 mg (198% VNR)
OrigineSpagna / California
Fonteanalisi Euro Company
IndicazioniI consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
NutrientiManganese, Rame, Vitamina E

Il mandorlo (Prunus dulcis) è una pianta della famiglia delle Rosaceae molto longeva, che cresce fino a 5-10 m di altezza, nativo dell’Asia sud-occidentale.

I fiori sono bianchi o leggermente rosati, costituiti da 5 petali e sbocciano in genere all’inizio della primavera e, qualora il clima sia mite, anche a fine febbraio. Il frutto è una drupa che si divide in esocarpo carnoso, chiamato mallo, di colore verde; e endocarpo legnoso (guscio), al cui interno contiene il seme o mandorla. Il seme è ricoperto da un tegumento detto perisperma, di colore variabile dal marrone all’ocra, molto aderente a completa maturazione.N/1N/17

Il maggior produttore mondiale di mandorle è la California, seguita da Spagna, Iran e Italia. Nelle nostre regioni la coltura è diffusa soprattutto nel meridione e in particolare in Puglia e Sicilia.

Esistono due tipi di mandorla: la dolce e l’amara.

La mandorla amara, il cui uso alimentare è ridotto, contiene amigdalina, che è un glucoside cianogenetico, ovvero capace di liberare acido cianidrico, quindi tossico. Più le mandorle sono amare, più sono velenose. Tuttavia in dosi minime vengono largamente impiegate in preparazioni come gli amaretti, cui danno un gusto particolare e inconfondibile.

Fonti:

 

Nutspaper “Mandorla” 1/2008

it.wikipedia.org/wiki/Prunus_dulcis

L’origine del mandorlo è da ricercarsi senza dubbio in Asia Centrale, in quanto sono presenti numerose specie selvatiche in tutte le zone montuose che vanno dal Tien-Shan all’Azerbaigian, Turchestan, Afghanistan ed Iran.

I mandorli domestici appaiono nella prima parte dell’Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Un esempio archeologico di mandorlo sono i frutti trovati nella tomba di Tutankamon in Egitto (circa 1325 a.C.), probabilmente importate dal Levante.

I Romani conoscevano il mandorlo con il nome di “noce greca” e già veniva citato da Virgilio, Orazio e Columella nei loro manoscritti. Il mandorlo viene citato nel “ricettario farmacologico” di Scribonio Largo e nelle opere di Plinio del I secolo d.C.

La diffusione geografica della pianta fu merito dei Romani che portarono il mandorlo fino ai piedi delle Alpi e anche oltre. Le sue proprietà, già note o intuite da Ippocrate, vengono riconosciute dagli Arabi e da loro diffuse nel Medioevo in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo, presso tutte le farmacopee ufficiali e ancor più nella medicina popolare. Nel Nord America l’introduzione del mandorlo risale al XVI secolo, mentre in Cile la pianta è arrivata nella seconda meta del XVII secolo.

Il mandorlo viene citato con ossequiosa riverenza in molte culture. In ebraico il suo nome significa “agitato”, “scosso”, “laborioso” o “vigilante”, dal momento che in Israele, dove è molto sviluppato, è uno dei primi alberi a fiorire all'inizio di febbraio in coincidenza con il Tu BiShvat, festività nota anche col nome di Capodanno degli alberi. Viene anche citato dieci volte nella Bibbia, a cominciare con la Genesi 43:11, dove viene descritto come “tra i migliori frutti”. Nella tradizione pagana la coltivazione del mandorlo si riconduce alla leggenda della bellissima Fillide, principessa della Tracia innamorata di Acamante. Costui seguì gli Achei nella guerra di Troia e, quando dopo 10 anni di guerra i superstiti rientrarono nelle loro città, Fillide morì per la disperazione non vedendo tornare il suo Acamante. La dea Atena, impietositasi di questa tragedia, volle trasformare la principessa in uno stupendo albero di mandorlo. Acamante, che non era morto, quando tornò in patria e seppe del fato di Fillide, abbracciò il mandorlo il quale ricambiò facendo prorompere dai suoi rami nudi fiori anziché foglie.

Fonti:

Nutspaper “Mandorla” 1/2008

it.wikipedia.org/wiki/Prunus_dulcis

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

La mandorla ha un basso tenore di corpi purinici e di cloruro di sodio: perciò è un alimento consigliato per i diabetici e per gli affetti da malattie renali, mentre non lo è per le persone anziane, essendo un alimento acidogeno.

L’olio di mandorle dolci viene impiegato per la preparazione di unguenti, emulsioni, linimenti e saponi medicinali ed è molto diffuso anche in profumeria e in cosmesi.

Il contenuto di vitamina E di questo frutto è eccezionale: ogni 100 g di mandorle pelate apportano vitamina E pari al 198% del valore nutritivo di riferimento, mentre per le mandorle sgusciate il valore sale al 203%.

La vitamina E è un antiossidante, la cui funzione è quella di proteggere le cellule dai danni ossidativi. La parte lipidica delle mandorle viene utilizzata sotto forma di olio che si usa come emolliente per le pelli secche e sensibili. L’olio estratto dalle mandorle dolci è altamente eudermico, cioè migliora la nutrizione dei tessuti della pelle, e non comedogenico, cioè non aggrava o procura acne. Viene assorbito facilmente dalla pelle ed è ricco in vitamina E e minerali. Può essere usato come olio da massaggio e aromatizzato con oli essenziali per profumare la pelle.

Un’altra caratteristica predominante della mandorla è la sua alta qualità lipidica. Le mandorle infatti contengono molti grassi, la maggior parte monoinsaturi e quindi definiti “buoni”; tale caratteristica rende le mandorle benefiche per l’apparato cardiocircolatorio. I grassi buoni hanno la capacita di ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL).

La mandorla è contenuta nell'elenco degli allergeni alimentari (allegato 2 sez III D. Lgs. 109/1992 e s.m.i).

Fonti:

Nutspaper “Mandorla” 1/2008

it.wikipedia.org/wiki/Prunus_dulcis

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

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