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Noci Del Brasile

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La noce del Brasile è un concentrato di selenio, che contribuisce alla normale funzione tiroidea e alla normale funzione del sistema immunitario

Le nostre analisi nutrizionali hanno messo in evidenza che 100 g di noci del Brasile contengono:
–       371 mg di magnesio, pari al 99% del VNR (valore nutritivo di riferimento): contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e a una normale funzione muscolare e psicologica;
–       665 mg di fosforo, pari al 95% del VNR: contribuisce al normale metabolismo energetico, alla normale funzione delle membrane cellulari e al mantenimento di ossa e denti sani;
–       1,81 mg di rame, pari al 181% del VNR: contribuisce al mantenimento di tessuti connettivi sani, al normale metabolismo energetico e funzionamento del sistema nervoso;
–       225 µg di selenio, pari al 409% del VNR, contribuisce al mantenimento di capelli e unghie sane e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Ingredienti: noci del Brasile.

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Ingredientinoci del Brasile
Peso500g, 2.5kg
DICHIARAZIONE NUTRIZIONALEvalori medi per 100 g:
EnergiakJ 2800 / kcal 679
Grassi65.0 g
di cui acidi grassi saturi16.2 g
Carboidrati2.2 g
di cui zuccheri1.8 g
Fibre8.4 g
Proteine17.1 g
Sale0.03 g
Fosforo665 mg (95% VNR)
Rame1.81 mg (181% VNR)
Selenio225 µg (409% VNR)
Magnesio371 mg (99% VNR)
OrigineBrasile, Bolivia
Fonteanalisi Euro Company
IndicazioniI consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
NutrientiSelenio, Rame, Magnesio, Fosforo

La noce del Brasile, o noce amazzonica (Bertholletiaexcelsa), si ottiene dai grossi frutti di un grande albero appartenente alla famiglia delle Lecythidaceae diffuso in tutte le regioni tropicali, anche se la maggior parte delle specie sono presenti nel neotropico, specialmente del bacino amazzonico.

La noce del Brasile cresce spontaneamente in Venezuela, Guya­na, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia e Perù. Comunque può essere anche coltivata al di fuori del suo nor­male habitat, infatti è presente in molti giardini botanici a Cuba, in Sri Lanka, a Kuala Lumpur, in Malesia, nel Ghana e nel sud ovest dell’Asia. Tuttavia solo in Brasile, Bolivia e Perù esistono alberi di noce con una produzione tale da consentirne l’esportazione.

L’albero può arrivare a misurare più di 50 metri di altezza e presenta un fusto che raggiunge i due metri di diametro, è uno di quegli alberi definiti emergenti nella foresta tropicale. Può raggiungere i 500-800 anni di vita.

I fiori sono piccoli, bianco-gialli e carnosi disposti in inflorescenze a pannocchia.

I fiori della noce del Brasile hanno una forma unica al mondo che non facilita la sua impollinazione, tant’è che la noce del Brasile è nota per essere impollinata solo da una particolare specie di api molto vigorosa, che grazie alla sua forza riesce a penetrare all’interno del fiore.

I grandi frutti legnosi, noti in botanica come pixidi, delle dimensioni di una noce di cocco, raggiungono pesi di anche oltre 2 kg. Ogni frutto contiene in media tra 12 e 20 semi a forma di spicchio, le noci vere e proprie anch’esse protette da un guscio ruvido legnoso. Ogni pianta ne produce in media 30/40 chilogrammi all’anno.

Nel mercato mondiale della frutta secca la noce del Brasile è l’unica specie la cui produzione è ottenuta esclusivamente da aree naturali mediante una raccolta manuale del frutto.

La noce del Brasile viene raccolta durante il periodo piovoso, dicembre-marzo, da raccoglitori locali, chiamati castagneros, che temporaneamente si trasferiscono nella foresta, spesso con le famiglie, per la raccolta del frutto. Ogni raccoglitore si occupa di un sentiero osettore di foresta che percorre periodicamente per raccogliere i frutti caduti.

In natura questo frutto è aperto solo dall’aguti, un grosso roditore della foreste o, in un periodo più lungo, dalle termiti.

I gusci vuoti del frutto, in alcune regioni chiamati “tazza di scimmia”, sono usati dagli indigeni per trasportare piccoli fuochi, che con il loro fumo tengono lontani gli insetti; oppure gli agricoltori se ne servono per raccogliere la gomma che fuoriesce dalla corteccia degli omonimi alberi incisi o ancora vengono semplicemente utilizzati per bere. Dai semi acerbi e grattugiati si ottiene un lattice che localmente viene usato insieme al caffè a guisa di latte.

Oltre all’uso alimentare, l’olio di noce del Brasile viene utilizzato anche come lubrificante per orologi, come base dei colori per artisti e nell’industria cosmetica.

Fonti:

 

Nutspaper “Noce del Brasile” 2/2009

http://en.wikipedia.org/wiki/Brazil_nut

 

Il nome della specie, in onore dello scienziato francese Claude-Louis Berthollet, fu pubblicato per la prima volta nel 1807 dai due botanici Humboldt e Bonpland in Plantaeaequinoctiales.

Nel 1874, Miers, in Trans. Linn. Soc. London, la presentò invece con il nome di Bertholletianobilis.

L’esportazione della noce è iniziata nel XVII secolo con i mercanti olandesi.

All'inizio del secolo XIX, la noce amazzonica veniva esportata attraverso due porti del Pará; ragion per cui da principio fu conosciuta comeCastanha-do-Pará; solo in un secondo tempo il Ministero dell’Agricoltura brasiliano le diede la denominazione di Castanha-do-Brasil.

Dal 1818 iniziò ad essere il prodotto più importante esportato dal Pará e, dopo il 1847, la sua commercializzazione acquistò un valore economico apprezzabile. I registri statistici di esportazione la citano però solamente a partire dal 1899. La Castanha-do-Pará utilizzata nell'alimentazione degli indios e degli animali domestici in piccola scala, divenne una delle principali fonti di reddito di questa regione, dando lavoro a moltissima manodopera sia nella foresta sia nelle città.

Fonti:

Nutspaper “Noce del Brasile” 2/2009

http://en.wikipedia.org/wiki/Brazil_nut

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

La medicina popolare brasiliana utilizza la scorza del guscio, lasciata in infusione assieme al tè, per curare i dolori di stomaco, mentre la corteccia dell’albero, lasciata riposare nel tè, serve a ottenere una bevanda efficace contro le disfunzioni renali.

La noce del Brasile contiene molte proteine, non contiene coleste­rolo, è una fonte di aminoacidi essenziali e vitamine e possiede un’alta concentrazione di selenio. Quest’ultimo oligonutriente elimina i radicali liberi in sinergia con la Vitamina E e con molti enzimi antiossidanti, oltre a giocare un ruolo importante nel funzionamento della ghiandola della tiroide.

La vitamina E contenuta nelle noci del Brasile funziona come un potente antiossidante e protegge le cellule umane e i grassi contro i radicali liberi che potrebbero danneggiarli e svolge un ruolo immunizzante contro l'invecchiamento prematuro.

I risultati di una ricerca del 2011 hanno rilevato che il consumo di noci del Brasile, composte di sostanze bioattive come selenio, α- e γ- tocoferolo, acidi grassi polinsaturi e folati, ha migliorato il profilo lipidico e la funzione microvascolare degli adolescenti obesi oggetto dello studio, forse a causa dell’alto livello di acidi grassi insaturi e sostanze bioattive1.

Studi hanno dimostrato che ci sono relazioni inverse tra consumo di noci del Brasile e la riduzione del rischio cardiovascolare. Una pubblicazione del 2012 mostra che l'aggiunta nella dieta quotidiana di noci del Brasile da parte di persone obese può migliorare il profilo lipidico, in particolare i livelli di colesterolo HDL “buono”2.

Un’ulteriore recentissimo studio ha indagato gli effetti del consumo di noci del Brasile sul profilo lipidico sierico in volontari sani, rilevando dopo il consumo di una singola porzione di noci del Brasile un acuto miglioramento del profilo sierico dei lipidi nei soggetti sottoposti al test3.

Da ricordare che la noce del Brasile è contenuta nell'elenco degli allergeni alimentari (allegato 2 sez III D. Lgs. 109/1992 e s.m.i).

1 Maranhão PA, Kraemer-Aguiar LG, de Oliveira CL, Kuschnir MC, Vieira YR, Souza MG, Koury JC, Bouskela E. Brazil nutsintakeimproveslipidprofile, oxidative stress and microvascularfunction in obese adolescents: a randomizedcontrolled trial. Nutrition&Metabolism [2011, 8(1):32]

2 Cominetti C, de Bortoli MC, Garrido AB Jr, Cozzolino SM. Braziliannutconsumptionimprovesselenium status and glutathioneperoxidaseactivity and reducesatherogenic risk in obese women. NutritionResearch (New York, N.Y.) [2012, 32(6):403-407]

3 Colpo E, Vilanova CD, Brenner Reetz LG, Medeiros Frescura Duarte MM, Farias IL, Irineu Muller E, Muller AL, Moraes Flores EM, Wagner R, da Rocha JB. A single consumption of high amounts of the Brazil nutsimproveslipidprofile of healthyvolunteers. Journal of Nutrition and Metabolism [2013, 2013:653185]

Fonti:
Nutspaper “Noce del Brasile” 2/2009

http://en.wikipedia.org/wiki/Brazil_nut

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

 

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