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Pistacchi Akbari in guscio Visualizza ingrandito
Pistacchi Akbari in guscio

Pistacchi Akbari in guscio

Pregiato e ricercato, il pistacchio Akbari crudo è una gustosa fonte di rame che contribuisce alla normale pigmentazione dei capelli e della pelle.

Le nostre analisi nutrizionali hanno messo in evidenza che 100 g di pistacchi Akbari in guscio contengono:

–       0.71 mg di rame, pari al 71% del VNR (valore nutritivo di riferimento), che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;

–       0,846 mg di manganese, pari al 42% del VNR: contribuisce al normale metabolismo energetico.

Ingredienti: PISTACCHI akbari al naturale (non salati)

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5,67 €

  • 250 g
  • 3 kg

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Ingredienti Pistacchi
Peso 3kg, 250g
DICHIARAZIONE NUTRIZIONALE valori medi per 100 g:
Energia kJ 2480 / kcal 600
Grassi 50.5 g
di cui acidi grassi saturi 5.3 g
Carboidrati 8.8 g
di cui zuccheri 6.0 g
Fibre 9.5 g
Proteine 22.7 g
Sale 0.01 g
Origine Iran
Fonte analisi Euro Company
Indicazioni I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
Nutrienti Rame, Manganese

Il pistacchio è anti-colesterolo. Per provarlo è stato presentato uno studio sui pistacchi nel corso della conferenza ExperimentalBiology, tenutasi l’11 aprile 2011 a Washington, dai ricercatori del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. I ricercatori hanno condotto l’esperimento su 16 pazienti adulti e in buona salute, monitorandone per 9 settimane la condizione al progressivo aumento di consumo di pistacchi tostati o salati, da 0 a 85 g al giorno. I risultati hanno confermato una diminuzione del colesterolo LDL, comunemente definito “cattivo”, e il mantenimento del livello di colesterolo HDL e dei trigliceridi. Inseriti in una dieta sana i pistacchi aumentano i livelli di antiossidanti nel sangue degli adulti con colesterolo alto e diminuiscono i livelli di LDL (lipoproteine a bassa densità o “colesterolo cattivo”, implicato nell’infiammazione e nell`accumulo di placche all`interno dei vasi sanguigni e quindi nell`insorgenza delle complicanze cardiovascolari): per questo dovrebbero essere consumati tutti i giorni. La quantità giusta, spiegano i ricercatori della Penn State University guidati da Penny Kris-Etherton che hanno realizzato lo studio pubblicato sul Journal of Nutrition, è tra i 45 e i 90 grammi.

I pistacchi, spiegano i ricercatori, sono ricchi di luteina, beta-carotene e gamma-tocoferolo, tre sostanze antiossidanti: il beta-carotene è precursore della vitamina A, il gamma-tocoferolo è una comune forma di vitamina E, mentre la luteina si trova nelle verdure a foglie verde scuro.

Inoltre, un numero crescente di studi mostra che una dieta contenente frutta a guscio, come il pistacchio, contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiache. In uno studio randomizzato condotto nel 2006 e pubblicato sulla rivista Nutrition, Metabolism and CardiovascularDisease, 44 uomini e donne hanno seguito per tre settimane una dieta regolare o una dieta il cui apporto calorico era fornito al 20 percento da pistacchi. Nei partecipanti allo studio che avevano seguito la dieta contenente pistacchio sono state rilevate riduzioni notevoli della colesterolemia totale nonché dei rapporti colesterolo/HDL e LDL/HDL. Uno studio analogo pubblicato nel numero di giugno 2007 della rivista Journal of the American College of Nutrition, condotto tra persone con livelli di colesterolemia moderatamente alti che hanno seguito una dieta della durata di quattro settimane e il cui apporto calorico giornaliero era fornito al 15 percento da pistacchi (circa 57-85 grammi ovvero una-due manciate di pistacchi), ha mostrato un miglioramento dei livelli di alcuni lipidi ematici, con una conseguente possibile riduzione del rischio di malattie cardiache.

Le nostre analisi nutrizionali hanno messo in evidenza che 100 g di pistacchi Akbari in guscio contengono:

–       0.71 mg di rame, pari al 71% del VNR (valore nutritivo di riferimento), che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;

–       0,846 mg di manganese, pari al 42% del VNR: contribuisce al normale metabolismo energetico.

Fonti:

Analisi Euro Company

Regolamento (UE) n. 432/2012 della commissione del 16 maggio 2012

Nutspaper “Pistacchi americani” 1/2011

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

La parola “pistacchio” deriva dal termine arabo fustaq e dal persiano pesteh: entrambi i nomi sono onomatopeici e richiamano il suono prodotto dal guscio che si apre a piena maturazione.

L’origine del genere Pistacia si può far risalire all’era terziaria grazie al ritrovamento di residui fossili rinvenuti nell’isola di Madeira. Altri ritrovamenti archeologici hanno evidenziato che il pistacchio era utilizzato fin dal 7000 a.C. in Turchia come cibo.

È stata accertata la diffusione delle varie specie in diverse aree, ma limitando l’indagine alla Pistacia vera, essa sarebbe originaria della Siria o di un’area assai più vasta comprendente anche l’Asia Minore, la Palestina ed il Turkmenistan.

Narra una leggenda che il pistacchio fosse coltivato dal re Nabocodonosor nei giardini pensili di Babilonia per sua moglie Amytis. La coltura del pistacchio è antichissima; infatti se ne fa riferimento nella Bibbia quando si narra che Giacobbe inviò diversi frutti in omaggio al Faraone, fra i quali anche i pistacchi (Genesi 43:11).

Il pistacchio era noto agli Assiri, ai Persiani e ai Greci come droga medicinale. La sua coltura si sviluppò nell’Asia occidentale, dove fu trovata da Alessandro Magno nel III secolo a.C.; il pistacchio fu poi portato a Roma nel 30 d.C. da Lucio Vitellio, governatore generale della Siria, ed in seguito diffuso in Spagna da Pompeo Crasso. Marco GavioApicio include il pistacchio nel suo classico libro di ricette della cucina romana del primo impero.

La diffusione del pistacchio comprende gradualmente la Cina, la Russia caucasica e da circa un secolo gli Stati Uniti d’America dove la pianta è stata introdotta dall’“Office of ForeignSeeds and PlantsIntroduction”.

Sebbene in Italia il pistacchio fosse usato fin dall’inizio in diverse ricette, a nord delle Alpi era considerato soprattutto un costoso ingrediente di pasticceria. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale l’immagine del pistacchio si trasformò gradualmente, venendo apprezzato come un popolare spuntino.

Negli Stati Uniti in genere venivano colorati in rosso per mascherare le imperfezioni e attrarre l’attenzione dei consumatori: “una dozzina per cinque centesimi” divenne presto uno slogan familiare.

Fonti:
Nutspaper “Il pistacchio” 1/2009

Nutspaper “Pistacchi americani” 1/2011

http://it.wikipedia.org/wiki/Pistacchi

Il pistacchio è anti-colesterolo. Per provarlo è stato presentato uno studio sui pistacchi nel corso della conferenza ExperimentalBiology, tenutasi l’11 aprile 2011 a Washington, dai ricercatori del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. I ricercatori hanno condotto l’esperimento su 16 pazienti adulti e in buona salute, monitorandone per 9 settimane la condizione al progressivo aumento di consumo di pistacchi tostati o salati, da 0 a 85 g al giorno. I risultati hanno confermato una diminuzione del colesterolo LDL, comunemente definito “cattivo”, e il mantenimento del livello di colesterolo HDL e dei trigliceridi. Inseriti in una dieta sana i pistacchi aumentano i livelli di antiossidanti nel sangue degli adulti con colesterolo alto e diminuiscono i livelli di LDL (lipoproteine a bassa densità o “colesterolo cattivo”, implicato nell’infiammazione e nell`accumulo di placche all`interno dei vasi sanguigni e quindi nell`insorgenza delle complicanze cardiovascolari): per questo dovrebbero essere consumati tutti i giorni. La quantità giusta, spiegano i ricercatori della Penn State University guidati da Penny Kris-Etherton che hanno realizzato lo studio pubblicato sul Journal of Nutrition, è tra i 45 e i 90 grammi.

I pistacchi, spiegano i ricercatori, sono ricchi di luteina, beta-carotene e gamma-tocoferolo, tre sostanze antiossidanti: il beta-carotene è precursore della vitamina A, il gamma-tocoferolo è una comune forma di vitamina E, mentre la luteina si trova nelle verdure a foglie verde scuro.

Inoltre, un numero crescente di studi mostra che una dieta contenente frutta a guscio, come il pistacchio, contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiache. In uno studio randomizzato condotto nel 2006 e pubblicato sulla rivista Nutrition, Metabolism and CardiovascularDisease, 44 uomini e donne hanno seguito per tre settimane una dieta regolare o una dieta il cui apporto calorico era fornito al 20 percento da pistacchi. Nei partecipanti allo studio che avevano seguito la dieta contenente pistacchio sono state rilevate riduzioni notevoli della colesterolemia totale nonché dei rapporti colesterolo/HDL e LDL/HDL. Uno studio analogo pubblicato nel numero di giugno 2007 della rivista Journal of the American College of Nutrition, condotto tra persone con livelli di colesterolemia moderatamente alti che hanno seguito una dieta della durata di quattro settimane e il cui apporto calorico giornaliero era fornito al 15 percento da pistacchi (circa 57-85 grammi ovvero una-due manciate di pistacchi), ha mostrato un miglioramento dei livelli di alcuni lipidi ematici, con una conseguente possibile riduzione del rischio di malattie cardiache.

Le nostre analisi nutrizionali hanno messo in evidenza che 100 g di pistacchi Akbari in guscio contengono:

–       0.71 mg di rame, pari al 71% del VNR (valore nutritivo di riferimento), che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;

–       0,846 mg di manganese, pari al 42% del VNR: contribuisce al normale metabolismo energetico.

Fonti:

Analisi Euro Company

Regolamento (UE) n. 432/2012 della commissione del 16 maggio 2012

Nutspaper “Pistacchi americani” 1/2011

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

Opinioni

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rating pistacchi al naturale
Mirco M. il giorno 07/02/2018 buonissimi
rating Pistacchi Iraniani di ottima qualità
Stefano p. il giorno 02/02/2018 finora tra i migliori che abbia mai assaggiato, una parte l'ho tostata lievemente, l'altra la manterrò cruda. Una per il sapore, l'altra per i principi inalterati.
rating Crudo
Gabriele P. il giorno 28/12/2017 Finalmente si può scegliere se cuocerlo e salarlo o, meglio, gustarlo crudo.
rating Ottima scoperta
Valentina S. il giorno 22/12/2017 Non li avevo mai assaggiati al naturale ma sempre tostati e salati, me ne sono innamorata!!! Buonissimi
rating pistacchi in guscio
Ozalp B. il giorno 25/11/2017 dalla descrizione sul sito, sembravano simili ai pistacchi turchi (o iraniani) ma in realtà, sono ne salati ne tostati.
rating Pistacchi
Emanuele L. il giorno 08/11/2017 Ho trovato questi pistacchi naturali e non salati decisamente molto buoni e di ottima qualità. Il formato del pistacchio è molto grande!
rating Buon dopo cena
Gianni S. il giorno 08/11/2017 Buoni, anche se non hanno un sapore molto intenso ma li consiglio.
rating ottimi
Saura m. il giorno 24/10/2017 sono veramente ottimi e soprattutto si riescono a mangiare tutti anche quelli più chiusi .
rating Ottimo gusto
Matteo C. il giorno 07/10/2017 Molto buoni ma come consiglio personale do quello di tostarli un po in forno.
rating Pistacchi
Gabriele P. il giorno 08/08/2017 Buoni, facili da sgusciare, in estate soprattutto non bisogna tenerli molto in dispensa, altrimenti fanno le farfalline, in inverno molto meglio.
  


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