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Arachidi Pelate al Naturale (Crude)

Arachidi Pelate al Naturale (Crude)

Le arachidi pelate al naturale rappresentano un ottimo snack da gustare in ogni momento della giornata.

Ingredienti: ARACHIDI.

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IngredientiArachidi
Peso500g
DICHIARAZIONE NUTRIZIONALEvalori medi per 100 g:
EnergiakJ 2456 / kcal 593
Grassi49.2 g
di cui acidi grassi saturi6.8 g
Carboidrati7.6 g
di cui zuccheri4.0 g
Fibre8.5 g
Proteine25.8 g
Sale0.05 g
OrigineTexas, Israele
FonteUSDA National Nutrient Database for Standard Reference
IndicazioniI consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

Il nome “arachide” deriva dal greco Arachos che significa sorta di legume. Alcuni dei suoi nomi più comuni sono peanut e groundnut. Peanut è un termine descrittivo e significa “noce a forma di baccello”; groundnut riprende una parte del ciclo vegetativo e significa “noce sotto terra”. L’arachide appartiene alla classe delle Dicotiledoni, all’ordine delle Rosales e alla famiglia delle Leguminose, che comprende 40 specie erbacee cespugliose macroterme a ciclo annuale, originarie dei paesi tropicali.

Le arachidi sono i semi di una leguminosa i cui fiori, dopo la fecondazione, si interrano formando il frutto che tutti conosciamo. La specie più nota, e anche l’unica ad essere coltivata, è l’Arachishypogaea, caratterizzata da steli lunghi 20-60 cm, eretti o striscianti; le foglie sono alterne, composte paripennate (due paia di foglioline ovali) con due grandi stipole membranose poste alla base del lungo picciolo; i fiori sono gialli, solitari il cui ovario, a fecondazione avvenuta, per un meccanismo di geotropismo positivo, si spinge sottoterra ad una profondità di 2-7 cm (interramento del ginoforo). Qui dà luogo ad un legume oblungo, di 2-4 cm, giallastro, con una serie di nervature, alveolato, contenente 2 o più semi ovoidei e biancastri, rivestiti di un tegumento sottile generalmente bruno o rosso-violaceo, che rappresenta l’arachide che tutti conosciamo, nota anche con il nome di spagnolette o noccioline americane. La pianta può produrre oltre 100 fiori e far maturare 20-60 legumi.

Fonti:
Nutspaper “Arachidi” 2/2008

L’identificazione del luogo d’origine dell’arachide ha storicamente animato una lunga disquisizione, poiché la pianta è diffusa in ben tre continenti: Asia, Africa ed America. Si deve attendere A. De Candolle, nel 1855, per risolvere il quesito, il naturalista infatti constatò l’assenza della pianta nell’antichità classica e nel mondo arabo e la relativa recente introduzione in Senegal, Guinea, Africa Orientale, Cina e Giappone, finendo col concentrare la sua attenzione nell’area peruviano-brasiliana. Le sue tesi furono supportate dagli antichi reperti trovati nelle tombe peruviane di Ancon, per cui elaborò l’ipotesi secondo la quale la pianta, da una forma spontanea selvatica localizzabile in Brasile, sarebbe arrivata in Guinea ad opera dei primi negrieri; altri trasporti furono operati dal Brasile alle isole dell’Asia meridionale dal navigatore portoghese Magellano (1519-21); successivamente entrò in tutti gli altri paesi dove oggi è coltivata. La coltura si è poi molto sviluppata nel contesto africano (dove peraltro non era conosciuta dagli egizi) tanto che per alcuni secoli le arachidi rappresentarono il cibo più comune somministrato agli schiavi neri nella traversata verso il Nuovo Continente. L’introduzione dell’arachide in Italia risale al 1772.

Fonti:
Nutspaper “Arachidi” 2/2008

Una dieta a moderato contenuto di grassi che include le arachidi aiuta a perdere peso. Recentemente è stato dimostrato che le nocciole e il burro d’arachidi sono elementi utili per il successo delle diete dimagranti nelle quali i soggetti mantengono la perdita di peso anche dopo due anni e mezzo.

Un attento studio è stato svolto da Kathy McManus e colleghi al Brigham and Women’s Hospital della Harvard University. Tale studio ha incluso arachidi e burro d’arachidi tra i cibi a moderato contenuto di grasso (35% d’energia da grassi) nel programma d’alimentazione di stile mediterraneo con un valore massimo di 1200 e 1500 calorie giornaliero per 101 uomini e donne. Nel lungo termine, la perdita di peso come risultato della dieta a moderato contenuto di grasso è stato considerevolmente migliore di quello ottenuto con una dieta a basso contenuto di grassi (20% d’energia da grassi).

Le nocciole e il burro d’arachidi aiutano a ridurre il rischio di diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è un crescente problema globale con enormi implicazioni mediche ed economiche. Nel Regno Unito 3 persone su 100 hanno il diabete e il 75% di tipo 2. In Olanda più di 440.000 persone hanno il diabete di tipo 2 e il numero è in continua crescita. In Germania, gli specialisti hanno recentemente messo in guardia sulla possibilità che il numero dei diabetici possa raggiungere i dieci milioni nell’arco di dieci anni. Generalmente in Europa ci sono diversi milioni di diabetici non conclamati, ossia che non sono stati ancora identificati o trattati.

Diete semplici, attività giornaliera e calo di peso sono fattori importanti per ridurre il rischio di diabete nella popolazione in genere. Come mostrano recenti ricerche, arachidi e burro d’arachidi come parte di una dieta bilanciata, hanno un ruolo importante.

Scienziati della Harvad School of Public Health di Boston, USA, hanno studiato l’associazione tra il consumo di nocciole e burro d’arachidi e il rischio di diabete di tipo 2 in 83818 donne provenienti dalla Nurses’ HealthStudy d’età compresa tra i 34 e i 59 anni, senza precedenti di diabete, malattie cardiache o cancro e con più di 16 anni di controlli.

Hanno scoperto che mangiare nocciole e burro d’arachidi era inversamente associato al rischio di diabete di tipo 2 in funzione dell’età, della massa corporea, della storia familiare di diabeti, dell’attività fisica, del fumo, dell’alcool e dell’apporto totale di calorie.

La riduzione del rischio associato con le nocciole e con il burro d’arachidi era maggiore in quei soggetti che ne hanno avuto il più alto consumo regolare. Quelli che non hanno quasi mai mangiato nocciole non hanno modificato il rischio di sviluppare il diabete tipo 2; quelli che hanno consumato nocciole (porzioni di 28) meno di una volta a settimana, hanno ridotto il rischio dell’8%, quelli che ne hanno consumato da una a quattro volte la settimana hanno ridotto il rischio del 16%; mentre quelli che ne consumano più di 5 volte la settimana hanno portato questa percentuale al 27%.

Le donne che hanno consumato burro d’arachidi più di cinque volta la settimana (l’equivalente di 5 cucchiai, 75g) hanno ridotto il rischio di sviluppare il diabete tipo 2 del 21% rispetto a donne che non hanno mai mangiato burro d’arachidi.

Fonti:
Nutspaper “Arachidi” 8/2009

I consigli dispensati NON SONO IN ALCUN MODO DA RITENERSI DI VALORE MEDICO/PRESCRITTIVO. Le informazioni fornite sono a scopo puramente divulgativo e informativo, pertanto non intendono in alcun modo sostituirsi a consigli medici. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.

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